
AVIS Suzzara, dove il dono diventa vita.
Giuseppe De Donno, il medico che ha scelto di stare dalla parte dei pazienti
La serata di ieri a Montanara, organizzata nel quinto anniversario della scomparsa del professor Giuseppe De Donno, ha ricordato molto più di un nome legato alla pandemia. Ha ricordato un medico, uno pneumologo e un uomo che ha dedicato la propria vita a chi aveva più bisogno di respirare.
Per chi lavora in pneumologia, il respiro non è soltanto una funzione fisiologica: è la misura della vita. De Donno lo sapeva bene. Per decenni ha seguito pazienti affetti da gravi patologie respiratorie, accompagnandoli in percorsi spesso lunghi e complessi. Curare non significava soltanto prescrivere una terapia, ma ascoltare, rassicurare, condividere paure e speranze.
Quando il Covid travolse gli ospedali italiani, si trovò improvvisamente di fronte a una malattia sconosciuta che colpiva proprio l'organo che aveva studiato per tutta la vita: il polmone. Le polmoniti interstiziali, l'insufficienza respiratoria acuta, i pazienti che lottavano per ogni respiro divennero la quotidianità di reparti messi a dura prova. In quei mesi difficilissimi, De Donno continuò a fare ciò che aveva sempre fatto: cercare una possibilità in più per chi si trovava dall'altra parte del letto.
La sua intuizione di utilizzare il plasma iperimmune nacque da un principio antico della medicina: sfruttare gli anticorpi sviluppati da chi era guarito per aiutare chi stava ancora combattendo la malattia. Una strada che affrontò con determinazione e spirito scientifico, animato dalla convinzione che ogni ipotesi meritasse di essere studiata quando in gioco c'erano vite umane.
Ma sarebbe riduttivo ricordarlo soltanto per questo. Giuseppe De Donno era un medico che credeva profondamente nel rapporto umano con il paziente. Chi lo ha conosciuto racconta di una persona disponibile, capace di fermarsi ad ascoltare, di spiegare con parole semplici anche le situazioni più difficili, di non lasciare mai soli i malati e le loro famiglie. Qualità che nessuna tecnologia potrà mai sostituire.
La medicina moderna ha bisogno di competenze, ricerca e innovazione. Ma ha bisogno anche di medici che sappiano guardare negli occhi i propri pazienti e sentire il peso della responsabilità che portano. Giuseppe De Donno apparteneva a questa categoria: professionisti che vivono il camice come un impegno morale prima ancora che professionale.
A cinque anni dalla sua scomparsa, il ricordo che resta non è soltanto quello di un eccellente pneumologo, ma di un uomo che ha scelto di mettere la propria conoscenza al servizio degli altri. Perché, in fondo, la medicina migliore nasce sempre dallo stesso principio: prendersi cura della persona, prima ancora della malattia.
Il valore del dono ogni giorno
Diventare donatore significa scegliere di esserci per gli altri, anche senza sapere chi siano. È un atto di solidarietà silenziosa, ma concreta. Un dono anonimo e gratuito, che unisce persone diverse attraverso un filo invisibile fatto di speranza e generosità.
AVIS Suzzara invita ogni cittadino a riflettere sul valore di questo gesto. In un mondo che corre veloce, fermarsi per donare sangue è un atto rivoluzionario di umanità. È dire: “La tua vita conta per me, anche se non ti conosco”.
Non servono superpoteri per diventare un eroe. Basta un braccio teso, una decisione consapevole, e il desiderio di aiutare. Perché ogni sacca di sangue raccolta è una possibilità in più, una speranza che rinasce, un cuore che torna a battere.
La donazione del sangue
Il prelievo dura mediamente circa 10/15 minuti e vengono prelevati circa 450 ml di sangue
La donazione di plasma
Il prelievo dura mediamente circa 45/50 minuti e viene prelevato un volume di circa 600/700 ml
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Chi siamo
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L’attività di raccolta è programmata attraverso un calendario mensile, con più giornate settimanali, pianificate in base alle esigenze e alle richieste dell’ASST.
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Un percorso che ci incoraggia a fare sempre di più: stiamo lavorando con determinazione per far crescere ancora la grande famiglia dei donatori e collaboratori, diffondendo sempre più la cultura del dono e della solidarietà.